L'educazione nel mondo greco
La Grecia arcaica e i poemi di Omero
Le testimonianze più antiche di una qualche forma di educazione proveniente da questa civiltà sono i miti. In particolare ci sono giunti i due poemi l'Iliade e l'Odissea.
I poemi sono grandi narrazioni di personaggi eroici. Si presentano quindi come una forma di intrattenimento, ma al loro interno contengono informazioni sugli dei, l'origine del mondo, le tattiche di guerra...
I due poemi sono stati scritti da Omero, ma in realtà non si sa molto su questo personaggio e se ne mette in dubbio la reale esistenza. Nei poemi omerici compare il concetto di aretè, questo termine significa virtù nel senso di capacità o abilità.
L'Iliade racconta l'assedio della città di Troia a opera degli Achei.
L'Odissea narra invece delle avventure attraverso il Mediterraneo di Ulisse.
Esiodo e l'aretè del mondo contadino
Accanto a Omero va ricordato Esiodo, il poeta più antico della Grecia continentale. Egli scrisse la Teogonia e le Opere e i giorni. Nella Teogonia, dopo aver parlato dell'origine dell'universo, elenca le generazioni degli dei. Nelle Opere e i giorni vengono affrontati i due concetti fondamentali del lavoro e della giustizia, oltre a ciò sono presenti consigli di morale e di economia, seguono i precetti sui lavori agricoli e sulla navigazione e infine i consigli per il matrimonio e i rapporti con gli amici. L'arte descritta da Esiodo è dunque quella del mondo contadino greco delle origini.
Sparta e l'educazione del soldato e Atene e l'educazione del cittadino
Sparta e Atene costituiscono due modelli antitetici dal punto di vista politico ed educativo. A Sparta vige una monarchia e l'educazione è di fatto una sorta di addestramento militare che vuole formare bravi soldati.
Ad Atene si sono sviluppate istituzioni democratiche e l'educazione si propone di formare buoni cittadini.
La partecipazione agli organi di governo richiede un'educazione ricca e un'adeguata preparazione culturale.
I sofisti e la nascita della paidèia
Nel V secolo Atene raggiunge il vertice del suo splendore politico e culturale. Sotto la giuda di Pericle ma anche nei decenni successivi, la città è il luogo di attività dei principali protagonisti della cultura greca del periodo: i sofisti Socrate e Platone. I sofisti sono degli insegnanti a pagamento di dialettica e retorica.
Essi insegnano la virtù politica, ossia la capacità di convincere l'uditorio delle proprie tesi, demolendo quelle avversarie.
Sono anche promotori di una cultura enciclopedica, ma negano l'esistenza di valori assoluti e la possibilità di raggiungere una conoscenza certa.
Socrate: la forza del dialogo
Benché simile ai sofisti per l'uso della dialettica, Socrate si pone nella pedagogia con assoluta peculiarità: il suo metodo di ricerca, basato sull'uso dell'ironia, della confutazione dialettica e sulla ricerca interiore costituisce il primo grande caso di relazione educativa nella quale l'allievo è un soggetto attivo.
Platone e l'Accademia
Il più importante allievo di Socrate è stato Platone, uno dei più grandi filosofi di tutti i tempi.
Platone segue quindi la strada tracciata da Socrate in un progetto di riforma culturale. Nella Repubblica egli descrive uno Stato ideale, guidato dai filosofi e prospetta un percorso educativo destinato ai migliori provenienti da ogni classe sociale.
Lo scopo dell'educazione è formare le tipologie di cittadini necessari (produttori, guardiani e filosofi) allo Stato a partire dalle attitudini naturali di ciascuno.
Nelle Leggi, dove formula un progetto politico più concreto, Platone estende il suo programma educativo a tutti i cittadini.







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