MOTIVAZIONE E STUDIO
In psicologia si parla di motivazione per indicare le ragioni per le quali si compie un’azione. Il passaggio dalla motivazione all’azione può essere complicato. I bisogni che spingono all’azione sono i più diversi, ma alcuni studiosi come Maslow ne hanno fornito una classificazione (la piramide di Maslow), mettendo in rilievo il peso dei bisogni non materiali.
Il nostro comportamento è influenzato anche dal modo in cui spieghiamo ciò che accade. Si parla di attribuzione interna o locus of control interno quando il soggetto attribuisce a se stesso la responsabilità o il merito di quanto avviene. Si parla invece di attribuzione eterna o locus of control esterno quando il soggetto attribuisce a fattori esterni le ragioni del successo o dell’insuccesso. Lo studioso Weiner sostiene che in base al diverso tipo di attribuzione la reazione delle persone agli eventi cambia sensibilmente.
In ambito scolastico lo stile attributivo influisce sul rendimento scolastico: chi ha fiducia nei propri mezzi è destinato ad avere un rendimento scolastico migliore. Non è da trascurare il giudizio dei docenti: si tratta della cosiddetta profezia che si autorealizza, che è un fenomeno nel quale il giudizio dei docenti, le loro aspettative e convinzioni modificano le prestazioni degli allievi.
Le motivazioni sono distinte in intrinseche, quando sono radicate negli interessi del soggetto, ed estrinseche, quando coincidono con premi, regali… In ambito scolastico sono soprattutto le motivazioni intrinseche a garantire un successo prolungato. Oltre alle motivazioni un ruolo determinante è svolto dallo stato d’animo: la fiducia o la paura possono indurre il successo o l’insuccesso.


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